I medici specialisti convenzionati proclamano lo stato di agitazione
L’Intersindacale
della Specialistica Ambulatoriale Territoriale proclama lo Stato di Agitazione
della Categoria Categoria e indice una assemblea per giorno 8 novembre alle ore
10.30 nei locali del Palace Hotel Astoria Palermo. “Sanità siciliana ostaggio dell’inadeguatezza
politica e della guerra per il potere”.
L’Intersindacale della
Specialistica Ambulatoriale Territoriale proclama ufficialmente lo stato di
agitazione della categoria, denunciando una situazione ormai al limite del
collasso che mina le fondamenta stesse del sistema sanitario regionale.
Le strutture
specialistiche territoriali, pubbliche e private accreditate, operano da mesi
in condizioni economiche e organizzative disastrose, a causa di una gestione
confusa, tardiva e priva di programmazione.
Il budget 2025, che per
norma doveva essere assegnato entro il 28 febbraio, non è ancora stato
approvato: siamo a novembre e le strutture sono costrette a lavorare
nell’incertezza più totale.
Le tariffe vigenti, ferme
da anni, sono sottocosto e incostituzionali, non coprono più i costi di
produzione e compromettono la sostenibilità economica e la qualità delle
prestazioni.
L’aggregato di spesa
assegnato alla specialistica accreditata è del tutto insufficiente a garantire
i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) e a soddisfare il reale fabbisogno di
salute della popolazione.
A ciò si aggiunge uno dei
problemi più gravi e visibili per i cittadini: le interminabili liste d’attesa,
che non sono il frutto del caso ma la conseguenza diretta della mancanza di una
programmazione seria, di risorse adeguate e del mancato coinvolgimento delle
strutture accreditate e contrattualizzate dalle ASP.
Se queste ultime fossero
pienamente integrate nella rete pubblica, come previsto dalle norme, si
ridurrebbero drasticamente i tempi di attesa e si garantirebbe a tutti i
cittadini un accesso tempestivo e appropriato alle cure.
A questo quadro già
critico si aggiunge un dato impietoso: la Sicilia è l’ultima regione d’Italia
per la prevenzione sanitaria.
Nessuno degli obiettivi
previsti nei programmi nazionali ed europei è stato raggiunto: screening
oncologici, prevenzione cardiovascolare e vaccinazioni restano ai minimi
storici, con un impatto gravissimo sulla salute pubblica e sui costi sociali
futuri.
Un fallimento totale delle
politiche di prevenzione, aggravato da una gestione sanitaria miope e incapace
di programmare.
Ma la crisi non è solo
tecnica: è profondamente politica.
La sanità siciliana è oggi
ostaggio di un assessore alla salute inadeguato a ricoprire quel ruolo, privo
di visione, di capacità gestionale e di rispetto per le categorie che
garantiscono quotidianamente l’assistenza territoriale.
Assistiamo a una lotta
intestina per la spartizione dei ruoli di potere, un duello tra correnti e
interessi politici contrapposti, mentre la sanità affonda.
Una guerra fratricida per
le poltrone nel settore tecnico e gestionale, che nulla ha a che vedere con il
diritto alla salute dei siciliani.
A rendere il quadro ancora
più grave è l’assurda concorrenza sleale delle farmacie, abilitate con
l’articolo 68 della Finanziaria 2025 ad aprire ambulatori senza alcuna
autorizzazione sanitaria né requisiti di accreditamento, in deroga alle leggi
che da decenni regolano il sistema pubblico e privato accreditato.
Un’anomalia che mette
sullo stesso piano strutture soggette a quasi 200 criteri di accreditamento e
semplici esercizi commerciali, compromettendo sicurezza, appropriatezza e
qualità delle cure.
L’Intersindacale chiede
con forza:
- l’uscita immediata della
Sicilia dal Piano di Rientro, che tiene la Regione in una condizione di
permanente arretratezza sanitaria;
- un contratto equo e
rispettoso delle norme, con risorse adeguate e certezze operative;
- una programmazione vera,
fatta nei tempi giusti, che restituisca dignità ai professionisti e tutela ai
cittadini;
- un nuovo indirizzo
politico alla sanità regionale, fondato su competenza, trasparenza e
responsabilità.
“Siamo stanchi di essere
vittime di provvedimenti iniqui e di scelte politiche che umiliano la sanità
territoriale. Le liste d’attesa, la mancanza di prevenzione e la
disorganizzazione sono il risultato diretto dell’inadeguatezza di chi governa
la sanità. La salute dei siciliani non può essere oggetto di baratto o di
spartizione. Chiediamo una sanità giusta, programmata, e guidata da chi ha
competenza, non da chi cerca solo potere”, afferma il Presidente Cimest, dott.
Salvatore Calvaruso.
L’Intersindacale della
Specialistica Ambulatoriale Territoriale annuncia la prosecuzione dello stato
di agitazione fino a quando non verranno date risposte concrete, e invita tutte
le forze sociali, professionali e civiche a unirsi in difesa di un diritto
costituzionale oggi gravemente calpestato. L’assemblea si svolgerà giorno 8
novembre alle ore 10.30 nei locali del Palace Hotel Astoria via Montepellegrino
a Palermo.
CIMEST – Coordinamento
Intersindacale della Specialistica Territoriale
Il Presidente – Dott. Salvatore
Calvaruso (nella foto)
Coordinatori: Dott. Salvatore Gibiino – Dott. Domenico Garbo

Commenti
Posta un commento