Il 16 febbraio 2026 ad Acireale seconda giornata de “I Sapori dell'Etna”, il progetto promosso dall'Associazione Culturale Terramadre, in collaborazione con l'APCI
Il 16
febbraio 2026 ad Acireale seconda giornata de “I Sapori dell'Etna”, il progetto promosso
dall'Associazione Culturale Terramadre, in collaborazione con l'APCI -
Associazione Professionale Cuochi Italiani - Regione Sicilia e la Fondazione
del Carnevale di Acireale. La sala
Pinella Musmeci accoglierà il workshop “Etna
e Cucina italiana Patrimoni Unesco: nuove prospettive per i giovani e i
territori” nasce per mettere in dialogo istituzioni, filiere
produttive, formazione e nuove economie del cibo.
I Sapori dell’Etna « E’ un’iniziativa che racconta
l’anima più autentica del Carnevale di Acireale – dichiara il Presidente della
Fondazione Carnevale di Acireale, Giuseppe Sardo – Il Carnevale non è solo spettacolo ma anche cultura, tradizione e identità
del territorio. Con queste masterclass vogliamo offrire al pubblico
un’esperienza che valorizza i sapori, le storie e le eccellenze dell’Etna.
Iniziative come questa – conclude Sardo
- rafforzano il legame tra il Carnevale e
la città, coinvolgendo visitatori e comunità in un percorso di condivisione e
crescita culturale. È la direzione che vogliamo continuare a seguire: un
Carnevale sempre più diffuso, capace di emozionare e raccontare Acireale in
tutte le sue forme».
Il progetto si articola in un
percorso integrato che comprende: esperienze gastronomiche collettive, momenti
di formazione tecnico-professionale, attività educative dedicate ai bambini e
un workshop istituzionale e scientifico di alto profilo. L’obiettivo è creare
connessioni reali tra gastronomia, cultura, formazione, politiche territoriali
e futuro delle giovani generazioni.
«I Sapori dell’Etna
rappresenta un’occasione per raccontare Acireale attraverso ciò che
profondamente ne custodisce l’identità: la tradizione, il Carnevale e la
cultura del cibo. – dichiara il Sindaco
Roberto Barbagallo - Questo progetto
si inserisce in modo naturale nel programma del nostro Carnevale, una delle
espressioni più autentiche e partecipate alla vita della comunità, capace di
unire: festa, memoria e senso di appartenenza. Il Carnevale di Acireale non è
solo spettacolo e creatività ma anche racconto del territorio, delle sue storie
e dei suoi sapori. La tradizione gastronomica, con i suoi piatti simbolo, è
parte integrante di questo patrimonio: un sapere condiviso che nasce dal
paesaggio etneo, dal lavoro agricolo e dalla trasmissione delle pratiche
culinarie di generazione in generazione». – conclude il primo cittadino.
Al via, dalla Sala Pinella
Musmeci di Acireale, la seconda edizione de “I Sapori dell’Etna” con il “Concorso di cucina e pasticceria - II
Trofeo Re Burlone”. Gara appassionata che ha visto trionfare il giovane Rosario Calandrino dell’Istituto Alberghiero di Giarre “G.Falcone” e
la più giovane partecipante al concorso,
Nicole Paparo dell’Istituto “E.Medi” di Randazzo mentre il Trofeo Re Burlone è andato all’Istituto “E. Medi” di Randazzo.
Il 16 febbraio, a partire dalle
10:30, sempre alla Villa Belvedere, spazio ai più piccoli con un laboratorio
ludico-didattico che avvicina i bambini ai saperi gastronomici e poi,
parallelamente, il workshop cuore
concettuale del progetto, dal titolo: “Etna
e Cucina italiana Patrimoni Unesco: nuove prospettive per i giovani e i
territori” dedicato al riconoscimento UNESCO dell’Etna e della Cucina
Italiana, intesi come patrimoni capaci di orientare politiche pubbliche,
modelli di sviluppo territoriale e nuove opportunità per le giovani
generazioni.
Al talk prenderanno parte diverse
figure istituzionali.
“Quella in corso ad Acireale è molto più di
una manifestazione enogastronomica: è la dimostrazione concreta di come i
riconoscimenti UNESCO possano tradursi in sviluppo reale per i nostri territori
e opportunità concrete per i nostri giovani. – dichiara il Deputato all’Ars, On. Nicola D’Agostino - La
Sicilia custodisce due tesori riconosciuti dall’UNESCO di straordinario valore:
l’Etna, Patrimonio Mondiale e la Cucina Italiana, iscritta nel 2024 come
Patrimonio Culturale Immateriale. Questi non sono semplici riconoscimenti da
celebrare ma leve strategiche per costruire modelli di sviluppo sostenibile,
creare occupazione qualificata e offrire prospettive alle nuove generazioni.
L’iniziativa si inserisce nel Carnevale di
Acireale, una delle manifestazioni identitarie più radicate della Sicilia
orientale, creando un ponte virtuoso fra tradizione popolare e innovazione
strategica.
Ringrazio la Dott.ssa Liana De Luca per aver ideato, insieme alla Consulta
Distretti del Cibo, uno spazio dove ciò che accade nelle cucine diventa
riflessione istituzionale e progettualità condivisa.
Iniziative come ‘I Sapori dell’Etna’ meritano il sostegno concreto delle
istituzioni nazionali e regionali, perché dimostrano che è possibile costruire
futuro a partire dall’identità, trasformando i nostri patrimoni culturali in
opportunità reali per i giovani siciliani.
L’Etna e la Cucina Italiana non sono solo
orgoglio del passato, ma strumenti del presente per generare il futuro. Questa
è la Sicilia che vogliamo: radicata nelle tradizioni, proiettata verso
l’innovazione, capace di offrire prospettive concrete alle nuove generazioni.”
–
conclude D’Agostino.
Il
workshop si propone come spazio di confronto qualificato tra istituzioni,
università, Distretti del Cibo, scuole, enti pubblici, operatori
dell’agroalimentare e del turismo, comunità locali e studenti.
“I Sapori dell’Etna è un progetto che affonda
le sue radici nella pratica: le masterclass e il concorso ne costituiscono il
fondamento, il luogo in cui il sapere gastronomico viene trasmesso,
sperimentato e messo in dialogo con le nuove generazioni. Come organizzatrice e
curatrice del progetto, - afferma Liana
De Luca, Organizzatrice e Curatrice
de “I Sapori dell’Etna” nonché Ideatrice del workshop - ho sentito l’esigenza di dare a questo
percorso una prospettiva ulteriore, capace di trasformare l’esperienza in
visione. Da qui nasce il workshop, in programma il prossimo 16 febbraio, che ho
ideato in collaborazione con la Consulta
Distretti del Cibo, come punto
programmatico dell’intera manifestazione. Il workshop è lo spazio in cui ciò
che accade nelle cucine e nei contesti formativi diventa riflessione
strategica, Etna e Cucina Italiana vengono letti come patrimoni culturali vivi,
in grado di orientare politiche, modelli di sviluppo territoriale e nuove
opportunità per i giovani. È un passaggio necessario per costruire futuro a
partire dall’identità.” – conclude Liana
De Luca.
L’Etna
viene interpretata come paesaggio culturale vivo, modellato dal lavoro
agricolo, dalle produzioni di eccellenza, dalle esperienze e dalle relazioni
tra le comunità. La Cucina Italiana è riconosciuta come patrimonio culturale
immateriale fatto di saperi, pratiche e gesti che trasformano la materia prima
in identità condivisa e racconto dei
territori.
Agricoltura,
gastronomia e turismo diventano strumenti integrati di valorizzazione dei
patrimoni UNESCO, capaci di generare occupazione qualificata e nuove economie
locali.
Particolare
rilievo è attribuito al ruolo dei Distretti
del Cibo come strumenti di governance territoriale, in grado di connettere
filiere produttive, istituzioni e comunità su orizzonti di medio-lungo
periodo.
“I
patrimoni UNESCO non sono solo beni da tutelare, ma strumenti di governance
culturale per orientare lo sviluppo dei territori. – dichiara
Mariagrazia Pavone, Coordinatrice
dell’Associazione Gusto di Campagna - Con il Manifesto dell’Agricoltura delle
Relazioni proponiamo un modello operativo in cui agricoltura e turismo
diventano un’unica infrastruttura di relazioni tra paesaggio, comunità e
filiere. Non un documento simbolico, ma l’avvio di un processo concreto che
mette in rete istituzioni e territori, riconoscendo nell’agricoltura il
presidio vivo dell’identità culturale.
È
da qui che possono nascere nuove economie locali e opportunità reali per le
giovani generazioni.” – conclude Mariagrazia Pavone.
In questo quadro, dunque, la sottoscrizione del Manifesto dell’Agricoltura delle Relazioni rappresenta
l’avvio di un percorso di cooperazione interistituzionale e pone le basi per la
creazione di un Tavolo Permanente dedicato alla progettazione condivisa su
agricoltura, cucina, turismo e territori.
I Sapori
dell’Etna 2026 si conferma, dunque, piattaforma operativa per la
messa in rete delle competenze e per la definizione di interventi capaci di
rafforzare identità, strategie, competitività territoriale e sviluppo
sostenibile.
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