Conf Salute e Cimest chiedono un incontro istituzionale con il nuovo assessore regionale alla Salute Caruso
Luigi Marano presidente regionale di Conf Salute e Salvatore Calvaruso, Presidente del
Coordinamento Intersindacale della Specialistica Ambulatoriale Territoriale CIMEST, esprimono forte contrarietà e totale dissenso rispetto alla posizione
assunta dall’organizzazione sindacale ME.DE.AC., rappresentativa di appena
140 ambulatori di patologia clinica e di strutture di odontoiatria, che ha
recentemente inviato una diffida al Presidente della Regione Siciliana Renato
Schifani e al neo Assessore regionale alla Salute Marcello Caruso, chiedendo
l’immediata applicazione del Decreto Assessoriale n. 418 del 2 aprile 2026.
Riteniamo
che, in una fase iniziale del mandato del nuovo Assessore regionale alla
Salute, sarebbe stato certamente più
responsabile, istituzionale e costruttivo avviare preventivamente un confronto
diretto con l’Assessorato, attraverso una formale richiesta di incontro
finalizzata ad affrontare le gravissime criticità contenute nel decreto. È
esattamente ciò che Conf Salute e CIMEST hanno già fatto ufficialmente, confidando che nei prossimi giorni possa
finalmente aprirsi un tavolo di confronto serio e concreto con le
organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative del comparto.
Le
criticità del Decreto Assessoriale n. 418 del 2 aprile 2026 erano già state
rappresentate dettagliatamente sia alla Commissione Sanità dell’Assemblea
Regionale Siciliana sia all’allora Assessore pro tempore Daniela Faraoni.
Nonostante ciò, si è proceduto alla pubblicazione del provvedimento senza
alcuna reale concertazione sindacale e senza una vera intesa con le parti
sociali, in evidente contrasto con lo spirito e con le previsioni della
normativa di riferimento. Circostanza che, peraltro, è stata evidenziata anche
al Presidente della Commissione Sanità dell’ARS, On. Laccoto che in sede di
audizione proponeva un ulteriore confronto , cui non veniva dato seguito.
CIMEST e Conf Salute ribadiscono con forza
che il Decreto Assessoriale n. 48/2026 contiene criticità estremamente
rilevanti che, se applicate nella formulazione attuale, rischiano di
compromettere seriamente l’intero sistema dell’assistenza specialistica
ambulatoriale accreditata e convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale, con conseguenze pesantissime per i
cittadini siciliani, per la continuità assistenziale e per la tenuta
complessiva del sistema sanitario regionale.
Il
decreto si fonda su una programmazione e su un conseguente calcolo dei fabbisogni elaborati attraverso il famigerato sistema
ARIMAR, un metodo statistico-matematico che tratta i pazienti come semplici
numeri e non come persone portatrici di bisogni sanitari reali, complessi e
in continua evoluzione.
Una
metodologia fredda, puramente algoritmica e distante dalla concreta realtà
sanitaria dei territori, che non tiene minimamente conto del reale
invecchiamento della popolazione, dell’aumento costante dei soggetti fragili e
cronici, né della crescita esponenziale di patologie cardio-respiratorie,
ortopediche, degenerative e post-traumatiche.
Non si è
tenuto conto, inoltre, dell’aumento dei pazienti politraumatizzati,
protesizzati e affetti da pluripatologie, né del reale fabbisogno assistenziale
derivante dagli indici epidemiologici regionali. In sostanza, si è proceduto ad
una programmazione teorica e astratta, scollegata dalla quotidiana realtà
sanitaria vissuta dai cittadini e dalle strutture accreditate che da oltre
quarant’anni garantiscono l’erogazione dei LEA sul territorio regionale.
Parimenti inaccettabili risultano i criteri
di qualità e appropriatezza previsti dal decreto.
Tali
criteri appaiono farraginosi, illogici, privi di reale coerenza organizzativa e
sanitaria e rischiano di riprodurre il paradosso già verificatosi nel 2025: le
strutture con i più elevati standard qualitativi e con maggiore appropriatezza
erogativa finirebbero per essere penalizzate, mentre strutture con livelli
qualitativi inferiori verrebbero paradossalmente favorite.
Questo
meccanismo non solo mortifica il merito, gli investimenti effettuati e la
qualità delle prestazioni erogate, ma rischia anche di determinare un
progressivo impoverimento dell’offerta sanitaria territoriale, con inevitabili
ripercussioni sui tempi di attesa e sulla possibilità per i cittadini di
accedere alle cure.
Ulteriore
elemento di forte preoccupazione è rappresentato dallo schema contrattuale
previsto dal decreto, che appare vessatorio, squilibrato e gravemente
penalizzante per le strutture ambulatoriali accreditate. Molte di queste
strutture, storicamente presenti sul territorio siciliano da decenni, hanno
rappresentato e continuano a rappresentare un presidio fondamentale di sanità
territoriale, spesso supplendo alle carenze del sistema pubblico e garantendo
continuità assistenziale ai cittadini.
Da qui la
richiesta di un incontro urgente affinché si possa
finalmente aprire un confronto serio, concreto e responsabile con tutte le
organizzazioni sindacali di categoria, volto ad individuare soluzioni realmente
efficaci a tutela della salute dei cittadini siciliani, della qualità delle
cure e della sostenibilità dell’intero sistema della specialistica
ambulatoriale accreditata.
Alla
posizione di CIMEST e Conf Salute si
associa anche il Presidente Nazionale delle Branche a Visita, dott. Salvatore
Gibiino, che condivide le profonde preoccupazioni relative agli effetti
distorsivi e penalizzanti derivanti dall’applicazione del Decreto Assessoriale
n. 418/2026 e ribadisce la necessità di una immediata revisione del
provvedimento attraverso un reale percorso di confronto istituzionale e
sindacale.
Crediamo
e ribadiamo con forza , è la conclusione di
Calvaruso Gibiino e Marano che la tutela della salute pubblica non può
essere affidata esclusivamente a parametri matematici e algoritmi statistici,
ma deve necessariamente partire dai reali bisogni dei cittadini, dal rispetto
della dignità dei pazienti e dalla valorizzazione delle strutture che
quotidianamente garantiscono servizi essenziali sul territorio.
CIMEST - Coordinamento Intersindacale della Specialistica Ambulatoriale
Territoriale

Commenti
Posta un commento