L’obesità infantile è allarme


L’allarme per l’obesità in età infantile è stata riconosciuta per legge dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come malattia cronica, progressiva e recidivante; l’incidenza esprime un incremento annuale del 10%  (dieci per cento) .

Alle cause di obesità  sono correlate numerose patologie  che possono verificarsi nell’infanzia, come quelle cardiovascolari, muscolo-scheletriche, metaboliche. Il bambino che è adiposo ha un più elevato rischio di obesità quando sarà adulto e ciò perché in questa fase le cellule obese non sono solo ipertrofiche  ma aumentano di numero  con nessuna possibilità di ridursi nel futuro; incidono anche le cattive  abitudini di vita con una alimentazione  ricca di grassi. Una alimentazione genuina  corretta comprende carboidrati, proteine, frutta e verdura nelle giuste quantità ed altri alimenti appropriati.
Per ridurre queste patologie bisogna che ci sia una alleanza condivisa tra pediatri, famiglia, scuola e istituzioni attraverso l’attuazione di programmi approfonditi di educazione sanitaria. Già nelle scuole  si sta attuando l’eliminazione dei distributori di merendine. Altre raccomandazioni vanno dati ai genitori evitando ai bambini  di stare diverse ore davanti la televisione o al computer.

Esiste la prevenzione sociale, che è la conduzione di una vita sana al contatto con la natura, con attività motoria per migliorare l’aspetto fisico e mentale. Scegliere di camminare  aiuta questi soggetti a non avere nell’età adulta a gravi patologie cardiovascolari.
Salvatore Cifalinò

 

                                                                                                          

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