“Città accessibili a tuttə 2026”: alla Kore di Enna il confronto nazionale promosso dalla Fondazione habitat umano
Orientarsi verso ambienti realmente inclusivi, “utopia
possibile” per contrastare processi di degrado urbano favorendo benessere e
inclusione
Si è svolto ieri, all’Università Kore di Enna, il seminario tecnico-scientifico “Premio
INU - Città accessibili a tuttə 2026 (Human habitat Design e progetto degli ambienti di vita)”, promosso dalla Fondazione habitat umano in
collaborazione con l’Istituto Nazionale di Urbanistica, quale momento di lancio e
approfondimento del nuovo bando INU 2026.
Particolare rilievo ha assunto l’ospitalità scientifica e istituzionale dell’Università Kore, con il coordinamento del prof. Gianluca Burgio, Ordinario di
Progettazione Architettonica presso lo stesso Ateneo, che ha introdotto i
lavori dopo i saluti istituzionali del prof. Francesco Castelli,
Direttore del Dipartimento di Ingegneria e Architettura, e dell’arch.
Antonino Rizza, Vicepresidente dell’Ordine degli Architetti P.P.C. della
Provincia di Enna.
Nella propria prolusione, il prof. Burgio ha
sviluppato una riflessione sul passaggio da un approccio progettuale fondato su
standard universali verso una concezione del progetto centrata sull’unicità del
corpo umano e delle differenti condizioni di accessibilità individuale,
evidenziando la necessità di superare modelli indistinti
“validi per tutti” per orientarsi verso ambienti realmente inclusivi.
Nel corso del seminario è stato quindi presentato il
paradigma Human habitat Design (HhD), che interpreta il progetto dell’ambiente
di vita non soltanto come configurazione dello spazio fisico, ma come sistema
integrato di relazioni, servizi, salute, sicurezza e condizioni sociali.
«Non basta più curare la persona: occorre progettare il
suo ambiente di vita, con particolare riguardo alle condizioni della persona
fragile e della famiglia con disabilità», ha dichiarato l’arch. Francesco Ferrara, presidente della
Fondazione habitat umano, promotrice dell’iniziativa.
I lavori sono proseguiti con l’intervento di Iginio Rossi, coordinatore della Community INU “Città Accessibili a tuttə”, che ha illustrato il nuovo bando
nazionale 2026 e i risultati dell’edizione 2025, proponendo una lettura dell’accessibilità
come “metamorfosi”, ovvero come trasformazione culturale e paradigmatica capace di
interpretare la complessità contemporanea.
In collegamento da Napoli, è intervenuto il maestro dell’architettura
contemporanea italiana, Massimo Pica Ciamarra, che ha evidenziato come l’inclusione possa rappresentare una “utopia possibile” per
contrastare processi di degrado urbano e dinamiche trasformative che troppo
spesso generano esclusione anziché integrazione.
La prof.ssa Celestina Fazia, professore Associato
di Urbanistica presso la Kore, ha presentato esperienze di partecipazione e
promozione dell’inclusione urbana, illustrando casi concreti e attività progettuali
orientate a una nuova “offerta di città”.
Elisabetta Schiavone, architetto PhD e membro CERPA Italia ETS, tra i
protagonisti della redazione delle nuove “Linee guida PEBA” della Regione
Emilia-Romagna, ha richiamato l’esigenza di affrontare il tema dell’accessibilità anche in chiave climatica, di genere e di sicurezza urbana e
domestica inclusiva.
A concludere i lavori è stato l’intervento
del dott. Paolo Degiovanni e della dott.ssa Romana Scandolari del MUSE –
Museo delle Scienze di
Trento (EDI equità, diversità, inclusione), presentato
come best practice individuata dalla Fondazione habitat umano per la
coerenza con il paradigma Human habitat Design e per il modello di “ecosistema”
culturale, educativo e urbano ritenuto scalabile e replicabile anche in altri
contesti territoriali.
Nel corso del dibattito finale, dall’uditorio sono
inoltre emerse nuove manifestazioni di interesse e possibili candidature di
laureandi del Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università Kore, insieme a prospettive di futuri
assi di ricerca interdisciplinare incentrati sul tema del progetto dell’ambiente
di vita secondo il paradigma Human habitat Design.
Il seminario ha registrato la partecipazione di
professionisti, studiosi, amministratori, studenti e rappresentanti del terzo
settore, confermando l’interesse crescente verso nuovi
modelli di progettazione inclusiva e qualità dell’ambiente di vita.
nella foto da
sinistra: Arch. Francesco Ferrara (Presidente Fondazione habitat umano),
Prof.ssa Celestina Fazia (Associato di Urbanistica - Università Kore di Enna),
Prof. Gianluca Burgio (Ordinario di Progettazione Architettonica – Università
Kore di Enna), al termine del seminario tecnico-scientifico “Premio INU - Città
accessibili a tuttə 2026 (Human habitat Design e progetto degli ambienti di
vita)” svoltosi all’Università Kore di Enna mercoledì 06.05.2026.

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