MUSICA: Catania, un secolo di storia del jazz in due concerti per "Intermittenze". Di scena trio di giovani allievi del Conservatorio Bellini
Raccontare la storia del Jazz in musica con due appuntamenti che, tra viaggio e divulgazione, sintetizzano il primo secolo di vita di un genere in continua evoluzione e rigenerazione. Da questa idea nasce Jazz_100, microsezione di Intermittenze 2026, rassegna di musiche trasversali in corso a Catania negli spazi del Tinni Tinni (via Scuto 19, zona Castello Ursino).
Il primo appuntamento è per sabato 14 marzo, ore 21, con il trio di tre giovanissimi e promettenti allievi del Conservatorio Vincenzo Bellini di Catania: Gabriella Torre (voce), Gabriele Santangelo al pianoforte ed Ephiel Carbone al contrabbasso.
“L’obiettivo è duplice – spiega Mario Gulisano, direttore artistico di Intermittenze - da una parte ricostruire cronologicamente le principali epoche della storia del jazz; dall’altra restituirle al pubblico, attraverso interpretazioni di altissimo profilo grazie all’incontro con giovani musicisti attivi nella scena jazz siciliana. Un progetto diviso in due fasi: il jazz classico sabato 14 marzo e la sua evoluzione contemporanea l’11 aprile. Ogni concerto diventa così un capitolo di una storia più grande, raccontata attraverso diverse formazioni strumentali e una selezione di brani emblematici”.
La play list della prima sera, con classici dello “standard jazz”, è da antologia: dal capolavoro di Gershwin (The Man I Love) a Charlie Parker (Donna Lee); da Thelonious Monk (Well, You Needn’t) a Arthur Hamilton con Cry Me a River; e ancora altri brani di repertorio – alcuni resi celebri da grandi interpreti come Billie Holiday, Ella Fitzgerald - ormai considerati pietre miliari del jazz (praticamente dei classici) e che, tra improvvisazione, ritmi e melodia “nuova” hanno cambiato profondamente il modo contemporaneo di “ascoltare” e vivere la musica.

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