Inaugurata a Palermo la mostra “Amatissima Franca. Il dipinto ritrovato di Franca Florio”. Svelato al pubblico un ritratto inedito del 1895 riemerso da una collezione privata
Ha suscitato grande interesse e
partecipazione di pubblico fin dal primo giorno la mostra “Amatissima Franca. Il dipinto ritrovato di
Franca Florio”, inaugurata ieri, domenica 8 marzo 2026, nella Giornata
Internazionale della Donna, al Museo
della Ceramica Florio e delle Arti Decorative di Palermo. Tantissimi i
gruppi, cultori d’arte e appassionati, accorsi per ammirare il ritratto che
rende omaggio a Franca Florio, una delle figure femminili più affascinanti
celebrate e discusse della storia siciliana.
“Questa opera ha un’importanza straordinaria- conferma Salvatore
Requirez, storico di Casa Florio- perché
arricchisce ulteriormente le raffigurazioni di quella che fu considerata la
regina di Palermo. Il ritratto
testimonia il suo prestigio sociale e il ruolo di punto di riferimento per gli
artisti, che spesso misuravano la propria capacità nel rappresentarla. Dai
gioielli all’abbigliamento elegante, ogni dettaglio racconta il gusto
dell’epoca e la figura di Franca Florio
quale icona della Belle Époque e personaggio pubblico di rilievo a Palermo”.
Il dipinto,
realizzato nel 1895 e firmato “G. Rapp”, la ritrae di spalle, a mezzo busto, in
una posa di sorprendente modernità. Non è un ritratto celebrativo tradizionale:
lo sguardo non si offre direttamente allo spettatore, ma si sottrae. È una
presenza elegante, distante, quasi sospesa. L’abito bianco, il celebre collier
de chien in platino e perle realizzato da Cartier, gli orecchini di perle: ogni
dettaglio racconta lusso, status, raffinatezza, ma anche costruzione
dell’immagine e consapevolezza del proprio ruolo pubblico.
L’opera
colpisce per l’atmosfera rarefatta, costruita attraverso tonalità fredde e
luminose che avvolgono la figura in una dimensione intima e silenziosa. Non è
soltanto un ritratto, ma una visione: la rappresentazione di un mito nel
momento in cui prende forma.
A rendere
ancora più affascinante il dipinto è il fatto che non fosse mai stato
pubblicato né esposto prima d’ora. Si tratta di un vero inedito, individuato e
studiato da Vincenzo Profetto e Antonino Lo Cascio- storici e collezionisti
palermitani- che ne hanno riconosciuto con certezza il soggetto e promosso la
sua presentazione al pubblico. La proprietà dell’opera ha accolto con
entusiasmo la proposta, consentendo per la prima volta la fruizione collettiva
di questo prezioso ritrovamento.
Accanto al
dipinto sono esposte alcune fotografie originali d’epoca provenienti da altre collezioni
private, immagini che ritraggono Franca Florio in scatti rappresentativi e che
dialogano con il quadro, contribuendo a ricostruire il contesto visivo e
simbolico in cui nacque il suo mito. Il confronto tra pittura e fotografia
permette di avvicinarsi ancora di più alla figura reale dietro l’icona,
restituendo al pubblico il volto di una donna che seppe attraversare la gloria
e il declino con straordinaria forza.
In occasione
della mostra, il Museo ha promosso un accurato intervento di restauro
conservativo, finalizzato al consolidamento delle fragilità emerse nel corso
del tempo, così da restituire piena stabilità all’opera e assicurarne una
chiara e armoniosa leggibilità nel rispetto della sua integrità storica.
“Amatissima Franca- spiegano Vincenzo
Profetto e Antonino Lo Cascio, curatori della mostra- non è soltanto un’esposizione, ma un invito a riscoprire una stagione
fondamentale della storia di Palermo attraverso lo sguardo di una donna che ne
divenne simbolo assoluto. L’opera, finalmente identificata e studiata, viene
presentata per la prima volta al pubblico, offrendo la rara opportunità di
ammirare da vicino non solo un dipinto ritrovato, ma un autentico frammento
della Belle Époque siciliana restituito alla memoria collettiva”.
Il dipinto
sarà fruibile all’interno del normale percorso espositivo del Museo della
Ceramica Florio e delle Arti Decorative di Palermo, sito in Piazza Vittorio
Emanuele Orlando 36, con il consueto contributo d’ingresso, senza alcun costo
aggiuntivo, fino al prossimo 12 aprile 2026.

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