Istituito un “Posto Occupato” per Giordana Di Stefano presso gli uffici comunali
Istituito
un posto occupato per Giordana Di Stefano presso gli uffici comunali di piazza
Regina Elena. Giordana era una giovane
ventenne, mamma di una bambina di quattro anni e danzatrice, barbaramente uccisa con quarantadue coltellate
dall’ex compagno, padre di sua figlia, poi fermato ed arrestato mentre cercava
di fuggire in Svizzera. L’iniziativa
“Posto Occupato” è un gesto concreto
dedicato a tutte le donne vittime di violenza. Ciascuna di quelle donne, prima
che un marito, un ex, un amante, uno sconosciuto decidesse di porre fine alla
loro vita, occupava un posto a teatro, sul tram, a scuola, in metropolitana,
nella società. Un posto viene dedicato a loro, affinché il ricordo continui ad
essere presente nella quotidianità. L’idea
- lanciata dal maestro di ballo di Giordana,
Alosha - è stata subito sposata da numerosi enti comunali ed associazioni, tra
questi il Comune di Santa Venerina. La giovane è stata ricordata all’inizio dei
lavori dell’ultimo consiglio comunale dall’Assessore
ai Servizi Sociali del Comune di Santa Venerina, Maria Assunta Vecchio, che ha annunciato la dedica di un “posto occupato” perennemente, presso
il Palazzo Comunale, per Giordana. Durante
la sentita e partecipata cerimonia di istituzione l’assessore Vecchio ha detto:
“E’ un’occupazione simbolica, spaziale
per dare forma al ricordo di chi è stato fisicamente annientato. Quello che è
successo a Giordana può accadere a
ciascuna di noi, alle nostre madri, alle nostre figlie, alle nostre sorelle,
alle nostre nipoti, alle nostre amiche. In casi di questo genere la giustizia
deve fare il suo corso. Ma deve farlo bene. Non è più tollerabile che uomini
che hanno ucciso delle donne escano di prigione dopo aver scontato pene di
pochi anni”.L’assessore Vecchio ha anche anticipato che è in cantiere l’istituzione di uno “Sportello di Ascolto e Orientamento” per le donne vittime di
violenza, presso l’Ufficio di Solidarietà Sociale. Intanto,
in ricordo di Giordana, l’assistente sociale del Comune di Santa
Venerina, Roberta Di Natale, insieme alla mamma della ragazza, Vera
Squatrito, si è fatta promotrice di una
petizione con la quale si chiede al Governo, al Parlamento e ai rappresentanti
politici di approvare subito una legge che richiami la proposta presentata
precedentemente dall’avvocato Giulia Bongiorno, ed ora decaduta, che prevedeva
una specifica aggravante con il carcere a vita per chi compie il femminicidio. La
petizione può essere firmata collegandosi al sito internet www.charge.org ed inserendo alla voce “Cerca” il nome “Giordana”. La petizione, lanciata lo
scorso 17 ottobre, ha già ottenuto quasi 50 mila firme. L’obiettivo è di
ottenerne 100 mila affinché possa essere presentata.
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