Giovedì 16 aprile, alle 18:00, la libreria Feltrinelli del CC Centro Sicilia accoglie la presentazione del libro di Marilena Piu “Adelheid”.
Giovedì 16 aprile, alle 18:00, la libreria Feltrinelli del CC Centro
Sicilia accoglie la presentazione del libro di Marilena Piu “Adelheid”. La
scrittrice dialogherà con la giornalista Rita Patanè e, nel corso dell’incontro,
Laura Iannizzotto interpreterà alcuni stralci del libro.
C’è un sentiero che percorre una donna di spalle sulla copertina di “Adelheid”,
il primo libro di Marilena Piu. E’ una strada tracciata nel cuore di
aspre montagne. Non si scorge la fine, sappiamo solo che bisogna mettersi in
cammino. E’ forse questo a cui dovremmo sempre aspirare: il cammino non la
meta. Perché quando si arriva finisce la strada e, con essa, anche le
difficoltà e le bellezze del paesaggio che attraversiamo.
Quella donna è Heidi, la meravigliosa bambina dai corti capelli
neri e i piedi scalzi che ha intrattenuto generazioni di bambini e che è, prima
di tutto, una bambina felice, di quella felicità che viene dalle cose semplici,
quella che ci ricorda ciò che troppo spesso oggi dimentichiamo; che la vita è
meravigliosa e non va ingabbiata in stanze cupe ma respirata a pieni polmoni
come l’aria fresca di cui si beava una delle bambine più famose della
letteratura.
Nel romanzo di Marilena Piu la Natura e le cose semplici hanno ruoli da
protagonisti. La Piu parla in maniera trasversale ai grandi ed ai più piccoli
con la luminosità che già irradia la sua voce.
Fra i significati del libro, il più importante è il monito che ci ricorda
che la felicità non risiede nei beni materiali ma nei rapporti sinceri e nello
stupore che offre la Natura. Tornano in “Adelheid” quei messaggi spirituali
tanto cari alla scrittrice che accompagnano la sua vita e la sua carriera.
Anche nello spettacolo teatrale - musicale “Nel mezzo del cammin”, ispirato a
Dante, ritroviamo questi concetti insieme a quello della vita come viaggio,
percorso talora impervio ma meraviglioso, laddove questo aggettivo mantiene
quella connotazione di innocenza e stupore di fronte alla bellezza che
appartiene al fanciullo. C’è dunque anche una reminiscenza pascoliana nel libro
di Marilena Piu.
“Adelheid nasce dal desiderio di
riportare al centro valori semplici e profondi, spesso trascurati nella vita
quotidiana. Ispirato alla figura di Heidi, simbolo di autenticità e
spontaneità, il racconto invita a riscoprire la gioia nelle piccole cose ed una
visione più genuina dell’esistenza. – afferma Marilena Piu - L’opera offre un messaggio chiaro: ritrovare
la felicità significa partire da sé, coltivare amore e consapevolezza e
lasciarsi guidare dalla saggezza che accompagna ogni età. Attraverso una narrazione
intensa e luminosa, Adelheid diventa voce e strumento di un ritorno a ciò che
davvero conta: l’Amore come chiave di un benessere profondo, la capacità di
meravigliarsi e il coraggio di lasciarsi toccare dalle emozioni. Un invito a
ricordare ciò che da bambini era spontaneo e che spesso, crescendo, si perde di
vista. Il testo invita il lettore a fare un percorso interiore in cui la cura
di sé, l’attenzione verso ciò che ci circonda e una visione più consapevole
della quotidianità diventano elementi fondamentali. Un’opera che unisce
dolcezza e profondità, offrendo uno sguardo nuovo su ciò che significa essere
felici.
Il racconto
invita a recuperare quella naturale capacità di gioire che da piccoli appare spontanea
ma che spesso si affievolisce con il tempo. Adelheid, con la sua sensibilità e
la sua forza, restituisce uno sguardo autentico sulla vita e offre un
contributo significativo a chi desidera riflettere sul proprio cammino. – conclude l’autrice.
Adelheid è, però, anche un invito a lottare per i nostri sogni, a non
farci sopraffare dai duri colpi della vita, a resistere, facendo della dolcezza
carezza e scudo che si piega ma non si spezza per ricordarci che ciò che più
conta al mondo è l’Amore che è l’unica via per essere liberi.
Nota biografiche sull’autrice Marilena Piu
Attrice, regista e scrittrice siciliana, originaria di Taormina, Marilena
Piu muove i suoi primi passi in giovane età partecipando a vari musical. Da qui
al teatro il passo è breve, interpretando ruoli tratti da opere di artisti
siciliani come Verga e Pirandello. Ha fatto parte di importanti compagnie
teatrali, a Roma, che l’hanno vista protagonista di varie commedie ed opere
drammaturgiche. Sempre a Roma ha conseguito i suoi studi cinematografici presso
“Studio Cinema International” grazie al quale ha avuto possibilità di
confrontarsi con attori e registi del calibro di Alexis Sweet, Abel Ferrara,
Pupi Avati, Giancarlo Giannini, Michele Placido. Ha fatto parte di film e
cortometraggi per il cinema e piattaforme streaming su temi per i quali ha ricevuto
importanti riconoscimenti, temi quali: lotta alla mafia, alcolismo tra i
giovani, omofobia, violenza sulle donne. Da qualche anno collabora con Totò
Cascio, Premio Oscar del film “Nuovo Cinema Paradiso” di Giuseppe Tornatore,
che la vede molto impegnata nel sociale non solo attraverso vari ruoli
interpretati al riguardo ma anche in qualità di regista nello spettacolo
teatrale/musicale “Nel mezzo del cammin”, il viaggio in compagnia di Dante,
tramite il quale vuole divulgare un messaggio spirituale, messaggio a cui è molto vicina e che diviene,
oggi, una vera e propria condotta di vita. Una spiritualità vissuta profondamente
non solo nella vita ma anche nel proprio lavoro, in virtù della quale oggi si
esprime secondo parole testuali:
“Non potrei mai
vivere senza la mia spiritualità e senza cuore il mio lavoro di attrice,
regista e scrittrice. Tutti camminano di pari passo e l’uno non può prescindere
dall’altro”.


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