‘A jettatura con “Ars Theatri” per Etna in Scena
La contrapposizione fra superstizione e ragione è la componente fondamentale di questa commedia che può trovare il proprio contesto storico-ambientale in qualsiasi centro rurale della Sicilia degli anni Sessanta. Questo mondo contadino, intriso di una religiosità più credulona che fideistica, trova nel personaggio di Carmelo (Mario Scandurra) la figura più rappresentativa su cui ruota tutta la scena. Quest’uomo che crede di avere due giorni di vita, per la iettatura della Gna Maruzza (Andrea Fichera), comincia ad apprezzare le piccole quotidianità della sua modesta vita, a rinunciare al mito di quel dio denaro, consegnando alla presunta morte la chiave del suo piccolo tesoro, nascosto anche alla moglie (Enza Lanzafame) per arrivare all’istante supremo in pace con se stesso, con Dio e con gli uomini. La figura di Carmelo, quella del tipico contadino meridionale tutto casa e podere, si scontra con quella di Peppe (Salvo Privitera), che il lavoro non vuole neanche sognarlo...