TEATRO VITALIANO BRANCATI_ Al via la stagione 2026-2027: dieci titoli tra innovazione e tradizione

 


Stagione 2026-2027 Teatro Vitaliano Brancati

Dal forte legame con la memoria isolana allo sguardo aperto sulle inquietudini contemporanee attraverso commedie di situazione, drammi intimi e pièce internazionali. Il 10 novembre, il Teatro Vitaliano Brancati di Catania alza il sipario sulla nuova stagione con la commedia musicale Don Chisciotto di Girgenti

Un viaggio avvincente tra le pieghe dell'animo umano, la forza della memoria, la satira di costume e le sonorità della nostra terra. Il Teatro Vitaliano Brancati di Catania alza il sipario sulla nuova Stagione Teatrale 2026/2027, confermando il costante impegno produttivo e organizzativo del Teatro della Città – Centro di Produzione Teatrale Nazionale. Il palcoscenico di via Sabotino si prepara ad accogliere dieci titoli in grado di far dialogare la tradizione d'autore e i linguaggi più innovativi della scena contemporanea. A fare da collante tra gli spettacolo in cartellone è una narrazione corale che indaga l’identità in tutte le sue sfaccettature. Da un lato, il forte legame con la matrice e la memoria isolana espressa sia dai classici della drammaturgia sia da riscritture, biografie e musiche del territorio; dall’altro, uno sguardo aperto sulle inquietudini e le relazioni umane del nostro tempo, affrontate attraverso commedie di situazione, drammi intimi e pièce internazionali.

A inaugurare la stagione, sarà, martedì il 10 novembre Don Chisciotto di Girgenti, commedia musicale di Tony Cucchiara, con la regia di Angelo Tosto e con protagonisti Ruben Rigillo nel ruolo del celebre cavaliere errante e Vincenzo Volo in quello del suo fido scudiero Sancho Panza. In scena fino al 15 novembre, lo spettacolo, prodotto dal Teatro della Città - Centro di Produzione Teatrale annovera un ricchissimo cast: al fianco di Rigillo e Volo, ci sono Laura Sfilio nel ruolo di  Dulcinea di Joppolo, Lucia Portale in quello di Nunna, Cosimo Coltraro che interpreta Don Pircoco, Emanuele Puglia nei panni di Don Cornelio e, ancora, Pietro Casano (Ronzinante), Alex Caramma (Fra' Nespola), Giovanna Mangiù (Lia), Lorenza Denaro (Filomena). Completano il cast Ettore Iurato, Giorgia Morana, Lucio Rapisarda, Giada Romano nei panni dei popolani. Lo spettacolo, con il coordinamento musicale di Franco Lazzaro, le coreografie di Giorgia Torrisi Lo Giudice e le scene e costumi di Vincenzo La Mendola, si ispira alla figura di Giovannino, un contadino della campagna agrigentina che, durante la guerra, raccontava ai bambini sfollati le avventure di Don Chisciotte, e intreccia il capolavoro di Cervantes con la rilettura siciliana dell’Abate Meli, trasformando il celebre cavaliere in un personaggio profondamente legato alla nostra terra.

La stagione della sala di via Sabotino continua, dal 25 novembre, con un’altra produzione del Teatro della Città: Barberia di Gianni Clementi, diretto e interpretato da Massimo Venturiello nel ruolo di ‘u varveri’. In uno spaccato d'altri tempi, abitato da figure d'epoca e cantastorie, lo spettacolo esplora la memoria e l'identità isolana attraverso il percorso di un barbiere emigrato a New York e poi tornato in patria. Ad arricchire il racconto (sospeso tra le atmosfere di Andrea Camilleri e il Buena Vista Social Club) è la partecipazione della Compagnia di Canto Popolare Favarese, che interagisce in scena eseguendo dal vivo brani tradizionali alla fisarmonica e al mandolino.

Nel segno della grande letteratura e dell’omaggio alla tradizione, dal 16 dicembre va in scena Don Giovanni in Sicilia, riscrittura teatrale dell'iconico romanzo di Vitaliano Brancati che costituisce un tributo imprescindibile all'autore da cui il teatro prende il nome. Per la regia di Nicola Alberto Orofino, lo spettacolo, prodotto dal Teatro della Città, vede protagonista Ruben Rigillo nei panni di Giovanni Percolla, incarnazione del "gallismo" catanese che vive di fantasie e racconti sul desiderio. Un ricco cast corale dà corpo ai fantasmi, alle voci e ai giudizi della comunità che circonda Giovanni, trasformando il testo di Brancati in una commedia brillante e amara che interpella direttamente la mascolinità e la società contemporanea.
Dal 5 gennaio 2027 il palcoscenico ospita Rosa cunta e canta, un intenso viaggio nella vicenda umana e artistica di Rosa Balistreri con protagonista Donatella Finocchiaro accompagnata alla chitarra da Vincenzo Gangi. Prodotta da Associazione Città Teatro, la pièce ripercorre con forte carica emotiva la vita della straordinaria cantautrice: dalle sofferenze dell'infanzia segnata dalla povertà e dalle violenze domestiche fino al riscatto artistico avvenuto a Milano nel 1966 grazie all'incontro con Dario Fo. Con la sua interpretazione, Donatella Finocchiaro restituisce la potenza della Edith Piaf siciliana, icona di riscatto sociale capacissima di trasformare la sofferenza degli oppressi e la memoria dell'isola in canto d'autore.

Dal 27 gennaio è la volta di Garage, commedia brillante e frizzante scritta da Giuseppe Castiglia e Rosario Minardi, che ne cura anche la regia. Protagonisti in scena insieme agli autori sono Luana Toscano, Manuela Ventura e Vincenzo Volo. Ambientata negli studi del podcast più seguito della città, la vicenda prende il via quando il conduttore Max ed la sua collaboratrice Emma vengono presi in ostaggio da Brando e Gina, che li rinchiudono nella regia con una bomba a tempo nel tentativo di estorcere un contratto di lavoro. La convivenza forzata nel corso della notte trasformerà tuttavia il sequestro in una disarmante resa dei conti, mettendo a nudo fragilità, solitudini e maschere social dei protagonisti.

Dal 10 febbraio va in scena Fino alle stelle! – Scalata in musica lungo lo Stivale, commedia musicale romantica e itinerante di e con Agnese Fallongo e Tiziano Caputo, diretta da Raffaele Latagliata (produzione Teatro de Gli Incamminati in collaborazione con Ars Creazione e Spettacolo). Ambientata nell'Italia degli anni '50, la pièce racconta la storia del poetico cantastorie Tonino che convince la giovane Maria a intraprendere un viaggio dalla Sicilia verso il nord alla ricerca di successo e riscatto. Tra dialetti, peripezie, malintesi comici e intesa musicale, i due intraprenderanno un percorso artistico e umano alla ricerca della felicità.

Dal 3 marzo, la stagione prosegue con La tripla vita di Michele Sparacino, tratto dall'opera di Andrea Camilleri e interpretato e diretto da Mario Incudine, accompagnato dal vivo da due musicisti. La pièce, prodotta dal Centro Teatrale Bresciano, mette in scena la vicenda surreale di un finto sovversivo inventato dalla penna di un giornalista pigro per giustificare gli scioperi a Vigata; il caso vuole tuttavia che un innocente con quel preciso nome nasca proprio quella notte, venendo travolto suo malgrado da equivoci e accuse. Con la sua cifra espressiva tra canto e narrazione popolare, Incudine trasforma il testo camilleriano in una parabola acuta sul potere della disinformazione e sulla facilità con cui la menzogna può plasmare la realtà.

Dal 18 marzo debutta Quando scende la notte dell'autore britannico Hanif Kureishi, diretto da Franco Però e interpretato da Stefania Rocca e Franco Castellano. Un dramma intimo e contemporaneo ambientato nell'ora sospesa in cui la sera lascia il posto al buio. Protagonisti sono Jane e l'anziano patrigno Cecil, impegnati in un teso e doloroso confronto dialettico che fa riaffiorare i nodi e le ferite del passato familiare. Attraverso un testo calibrato tra crudeltà, memoria e involontaria comicità, Però guida gli attori nell'esplorazione delle fragilità umane senza offrire facili giudizi moralistici. Lo spettacolo è una co-produzione TieffeTeatro – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia – Il Rossetti – Teatro della Città.

Dal 7 aprile 2027 il cartellone accoglie Giocatori del drammaturgo catalano Pau Miró, con la traduzione, l'adattamento e la regia di Enrico Ianniello. Lo spettacolo vede in scena Antonio Milo, Adriano Falivene, Marcello Romolo e Giovanni Allocca (produzione Diana Or.i.s.). La vicenda ruota attorno a quattro amabili e stralunati falliti – un attore cleptomane, un becchino logorroico, un ex barbiere e un professore di matematica – che si ritrovano in un appartamento per giocare a carte senza mai iniziare la partita. Tra paradossi, vizi e ricordi, la réunion diventa l'occasione per raccontare con umorismo malinconico la solitudine metropolitana e il desiderio di rivalsa. 

Dal 12 maggio, chiude la stagione del Teatro Brancati di Catania un’edizione originale di un grande testo della tradizione isolana: L'eredità dello zio canonico di Antonio Russo Giusti che arriva in scena con il titolo L’eredità, la regia di Nicola Alberto Orofino e vede protagonista Angelo Tosto in questa nuova produzione del Teatro della Città. La commedia, con la sua satira grottesca sulla bramosia e sull'ipocrisia, fu scritta negli anni '20 dal drammaturgo catanese Russo Giusti Giusti e divenne un successo travolgente grazie al talento istrionico di Angelo Musco, che con la sua comicità popolare e amara ne consacrò il personaggio principale (don Antonio Favazza).

A completare il ricco mosaico della programmazione firmata dal Teatro della Città, si affiancheranno, come di consueto le proposte drammaturgiche del Piccolo Teatro della Città, i laboratori, i workshop, i matinée per le scuole, le fiabe per i più piccoli, i tradizionali spettacoli della Compagnia Arte Pupi Fratelli Napoli, oltre alle consolidate collaborazioni con l’Università di Catania e gli istituti di ricerca teatrale e culturale del territorio.

 

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