“CIELI CHE SI POSSONO SUONARE”
“CIELI CHE SI POSSONO
SUONARE”
A Palermo la nuova musica torna a interrogare il presente nel segno di
Paolo Emilio Carapezza
Dal 12 al 28 ottobre 2026 tra Palazzo
Chiaramonte-Steri, Cantieri Culturali
alla Zisa e gli
istituti musicali della città un progetto di respiro internazionale di Curva
Minore, tra avanguardia, ricerca, improvvisazione e nuove produzioni
Palermo torna a
confrontarsi con una delle pagine più importanti della storia della musica
contemporanea con “Cieli che si possono
suonare”, progetto speciale
e internazionale ideato da
Curva Minore, curato da Giovanni Damiani, e dedicato alla memoria di Paolo Emilio Carapezza (1937–2025),
musicologo, compositore e figura centrale della nuova musica italiana,
recentemente scomparso, che si terrà dal 12 al 28 ottobre 2026 tra Palazzo
Chiaramonte-Steri, Cantieri Culturali alla Zisa e gli istituti musicali. Si
attraverseranno Cinque “Cieli”, dunque, cinque tappe di un unico percorso:
dalla memoria alla ricerca, dalla musica scritta all’improvvisazione, dalla
formazione alla produzione contemporanea.
Tra i principali
artefici delle storiche Settimane Internazionali Nuova Musica di Palermo,
Carapezza contribuì a trasformare la città, tra la fine degli anni Cinquanta e
gli anni Sessanta, in un luogo privilegiato di incontro tra le avanguardie musicali italiane e internazionali. Un’esperienza che Curva Minore, da lui definita
una «degna erede»
di quella stagione,
intende oggi rileggere
e rinnovare attraverso un percorso
che mette in dialogo musica colta, alea, improvvisazione, jazz, elettronica,
arti visive e linguaggi audiovisivi.
“Cieli che si possono suonare”
non è soltanto un omaggio
alla figura di Carapezza, ma un progetto
di ricerca, produzione e formazione che mira a riattualizzare lo spirito di quella straordinaria esperienza. Laboratori, seminari, giornate di studio, concerti
e nuove composizioni costruiscono un itinerario attraverso il quale la memoria
dell’avanguardia diventa materia viva, capace di confrontarsi con le pratiche
musicali contemporanee.
Il progetto ricostruisce in particolare il sistema
di relazioni artistiche e intellettuali tra
Palermo e Roma che negli anni
Sessanta contribuì allo sviluppo delle avanguardie musicali italiane. Le
Settimane Internazionali Nuova Musica furono infatti un luogo di confronto tra
compositori, musicisti, artisti visivi,
poeti e studiosi, mettendo Palermo in relazione con alcuni dei più importanti protagonisti della ricerca
musicale dell'epoca.
In questo
contesto si inserisce l’anteprima del volume di Pietro Misuraca, “Dialoghi
di cultura. Sodalizi artistici ed esperienze di avanguardia fra Roma e Palermo negli anni Sessanta”che avrà un prosieguo a Roma presso
la Fondazione Isabella
Scelsi. Il volume
analizza i rapporti
tra i gruppi romani e palermitani, la natura multidisciplinare delle iniziative lungo l’asse Roma-Palermo e il ruolo di
compositori come Franco
Evangelisti e il gruppo romano
di Nuova Consonanza, fino al più giovane
Federico Incardona che di quegli
eventi si dichiarò
erede, in dialogo
con gli artisti
visivi più aggiornati sulle tendenze
dell’avanguardia internazionale
Le presentazioni saranno accompagnate dall’esposizione di documenti epistolari inediti, materiali giornalistici d’epoca
e opere visive
di Paolo Emilio
Carapezza, offrendo al pubblico una preziosa
occasione di approfondimento storico e critico.
Accanto alla ricerca storica, “Cieli che si possono
suonare” sviluppa un articolato programma musicale nel quale la musica scritta
incontra improvvisazione, sperimentazione e pratiche collettive,
recuperando alcuni degli elementi più significativi dell’esperienza delle
Settimane.
Il programma, prende il via lunedì 12 ottobre con una serie di seminari e laboratori
rivolti agli studenti del Conservatorio, del Liceo Musicale e della scuola
secondaria di primo grado “Publio Virgilio Marone”, a cura del Maestro Gianni
Trovalusci, della Fondazione Scelsi.
Il primo
appuntamento aperto al pubblico sarà giovedì 15
ottobre alle ore 21 alla Sala Perriera, con “Primo Cielo”, concerto che proporrà musiche di Paolo
Emilio Carapezza, Earle Brown e Sylvano Bussotti, accanto alla nuova
composizione di Gianni Trovalusci Il suono unico. Protagonisti saranno
la SIO – Sicilian Improvisers Orchestra, gli allievi
della scuola media “Publio
Virgilio Marone”, del Liceo Musicale “Regina Margherita” e del Conservatorio
“Alessandro Scarlatti” di Palermo**, sotto la direzione di Gianni Trovalusci, e
il coinvolgimento per il Suono Unico anche dell’Accademia di Belle arti di
Palermo, a cura di Liliana Iadeluca.
Venerdì 16 ottobre
a Palazzo Chiaramonte-Steri, una giornata di studi approfondirà il rapporto tra le avanguardie di Palermo e Roma negli
anni Sessanta. I lavori, con inizio alle 10.30, vedranno la
partecipazione di Stefano
Lombardi Vallauri, Pietro Misuraca, Maurizio Farina, Marco Crescimanno,
Giovanni Damiani, Gianni Trovalusci e Irmela Heimbächer,
con la moderazione di Amalia
Collisani. Alle 12.30 è previsto un intermezzo musicale con Irene
Ientile, Francesca Martino, Picci Ferrari, Silvio Natoli ed Ensemble Antonio Il
Verso. La giornata proseguirà alle 16 e culminerà alle 18.30 con “Secondo Cielo”, concerto
del Vox Nova Ensemble dedicato al dialogo tra tradizione e
sperimentazione, con musiche di Monteverdi, Mattia Dattolo, Gaia Aloisi,
Mattheus Pipelare, Sergej Newski, Carlo Gesualdo e Nicholas Isherwood.
Sabato 17 ottobre
alle ore 21 alla Sala Perriera, il Vox Nova Ensemble tornerà
protagonista con “Terzo
Cielo”, un programma che accosterà Adriano
Banchieri e Luciano Berio, attraverso una messa in scena ispirata alla
tradizione della commedia dell’arte; il continuo è affidato al clavicembalo di Adalgisa
Badano.
Il percorso
proseguirà sabato 24 ottobre alle ore 21 alla Sala Perriera con “Quarto Cielo”, performance
site-specific a cura di Hélène
Breschand, pensata come un’interazione tra musica, spazio architettonico e processi collettivi. La performance coinvolgerà la SIO – Sicilian Improvisers Orchestra in formazione allargata e proporrà musiche di
Cat Hope, Luigi Esposito e Hélène Breschand e Julia
Marczuk-Macidlowska (una prima assoluta con la sua regia del suono,
commissione di Curva Minore e Istituto di cultura polacca).
Ultimo appuntamento, mercoledì 28 ottobre alle ore 18.30 a Palazzo Chiaramonte-Steri, sarà “Quinto
Cielo”, concerto affidato a mdi
ensemble, con Paolo Casiraghi al clarinetto e Paolo Vuono, Elia
Leon Mariani, Paolo Fumagalli e Giorgio Casati agli archi.
Il programma attraverserà opere di Franco
Evangelisti, Federico Incardona, Giovanni Lo
Curto, Luca Valli e Giovanni Damiani, (questi ultimi tre invitati a prove e concerto), comprendendo prime esecuzioni assolute e prime esecuzioni italiane e
riportando al centro della scena il rapporto compositore interprete insieme ad
alcuni protagonisti della ricerca musicale della storia delle Settimane
Internazionali Nuova Musica.
Il progetto è
vincitore del bando speciale del MIC.

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