Ritorna MERCURIO FESTIVAL dal 19 settembre all'11 ottobre a Palermo teatro, danza, musica performance e arti visive con Fabiana Iacozzilli, Francesca Mannocchi e Rodrigo D’Erasmo, Abbondanza/Bertoni, Leo Bassi, Rares, Nassim Baddag e tanti altri
MERCURIO FESTIVAL 2026
VIII EDIZIONE
FUTURO POSSIBILE NECESSARIO
DAL 19 SETTEMBRE ALL’11
OTTOBRE 2026
PALERMO – CANTIERI CULTURALI ALLA ZISA
TEATRO, DANZA, MUSICA,
PERFORMANCE E ARTI VISIVE
Dal 19
settembre all’11 ottobre torna a Palermo Mercurio Festival, il
festival internazionale dedicato alla creazione contemporanea
multidisciplinare, che nel 2026 giunge alla sua ottava edizione. Teatro, danza,
musica, performance e arti visive torneranno ad attraversare gli spazi dei Cantieri
Culturali alla Zisa, trasformandoli in un luogo di incontro tra artisti e
pubblico, linguaggi differenti e nuove prospettive sul presente.
Curato da Giuseppe Provinzano con lo staff
multidisciplinare dell’associazione Altro e dello Spazio Franco, e con
Babel, CCCZ- Comunità Cantieri Culturali alla Zisa, Crowd Fo(u)ndation, Fat
Sounds e Latitudini, Mercurio è sostenuto dal Ministero della Cultura
nell’ambito del Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo per il triennio
2025-2027.
Futuro possibile necessario è il titolo e
il tema scelto per l’edizione 2026: un invito a recuperare la capacità di
immaginare alternative in un tempo segnato da conflitti, trasformazioni
tecnologiche, crisi ambientali, disuguaglianze crescenti e da una progressiva
semplificazione del dibattito pubblico.
«In un tempo che restringe gli orizzonti,
immaginiamo futuri possibili. In un tempo che rende sempre più fragile il
lavoro culturale, li consideriamo necessari», dichiara Giuseppe
Provinzano, curatore del Mercurio
Festival. «L’arte non è un’evasione dalla realtà, ma uno strumento per
attraversarla con maggiore consapevolezza. In un contesto che continua a
considerare la cultura un elemento accessorio, vogliamo ribadire il valore come infrastruttura democratica: la cultura non
produce soltanto spettacoli ed eventi, ma costruisce comunità, genera
immaginari e rende visibili possibilità che ancora non esistono. Per questo il
futuro che immaginiamo non è soltanto possibile. È necessario».
Caratteristica
distintiva del Mercurio Festival la Direzione Artistica Condivisa che ha coinvolto le artiste e gli
artisti protagonisti della scorsa edizione
nella scelta dei colleghi da invitare quest’anno, un simbolico passaggio di testimone che pone al centro i
liberi processi creativi e un nuovo modello di direzione come processo in
continua evoluzione. Con la stessa visione
nasce Orbite, una sezione speciale attraverso cui Mercurio
sceglie di costruire alleanze stabili con altre realtà culturali, promuovendo
un modello di cooperazione fondato sulla condivisione di idee, pubblici e
progettualità. Ogni festival mantiene la propria identità e autonomia,
contribuendo però a una visione comune della città come ecosistema culturale
aperto, plurale e collaborativo. Nell'edizione 2026 Orbite coinvolge Piano
City Palermo, Logos Festival, Patapum, Teatro Bastardo,
Sponde Sonore, Aziz, Ellenic Festival, Conformazioni,
Gibellina Off - Gibellina Capitale Arte Contemporanea 2026, e il Centro
Sviluppo Creativo Danilo Dolci, dando vita a una serie di appuntamenti
condivisi che nascono per moltiplicare relazioni, favorire la circolazione
degli artisti, mettere in comune competenze e costruire una proposta culturale
capace di rafforzare l'intero territorio.
«Con Orbite abbiamo deciso di compiere un gesto semplice
ma, oggi, quasi rivoluzionario, dichiara Giuseppe Provinzano:
mettere in relazione i festival invece che metterli in competizione. Da troppo
tempo la cultura è costretta a rincorrere risorse sempre più scarse,
alimentando una frammentazione che spesso porta gli operatori a percepirsi come
concorrenti anziché come alleati. A questo si aggiunge la cronica assenza di
una regia pubblica capace di costruire una visione condivisa della città e di
mettere in rete le energie già esistenti. Orbite nasce proprio per colmare
questo vuoto: non è un cartellone comune né uno scambio di loghi, ma un patto
tra realtà che scelgono di condividere artisti, idee, competenze e pubblico,
mantenendo ciascuna la propria identità. Credo che oggi il vero atto innovativo
non sia inventare nuovi festival, ma creare le condizioni perché quelli che
esistono possano crescere insieme, ognuno con le proprie peculiarità. Di
esperienze autoreferenziali sul nostro territorio non ne mancano ma ritengo che
queste producano per lo più un consenso solo intorno a sé stesse, un consenso
spesso vuoto e che non produce un vero valore culturale diffuso , invece, con
Orbite, tentiamo di produrre valore per un intero territorio, e lo facciamo
attraverso la collaborazione e il riconoscimento reciproco».
Il programma ufficiale di
Mercurio 2026
L’ottava edizione del festival
apre con una speciale anteprima il 19 settembre allo Spazio
Open con Crescere, la guerra di Francesca Mannocchi
con in scena la stessa Francesca Mannocchi e Rodrigo D’Erasmo
che ne firma le musiche. Con la regia di Giorgina Pi, lo spettacolo intreccia
voci e testimonianze vere raccolte da diverse guerre del passato e del
presente, per mettere in luce il punto cieco della nostra umanità:
l’indifferenza.
Il programma
ufficiale, ovvero quello disegnato dagli artisti che hanno ricevuto l’invito,
apre il 25 settembre allo Spazio Franco presentando autori affermati e
nuove proposte in un cartellone che attraversa diverse generazioni e linguaggi
scenici raccontando il nostro presente.
Dalla storica
compagnia di teatro danza Abbondanza/Bertoni, che con Epiphania
– Mi rendo manifesta (02 ottobre, Spazio Tre Navate) si interroga
sul femminile, a partire dal corpo; al nuovo circo di Leo Bassi, artista
spagnolo icona internazionale del clown contemporaneo e del teatro satirico che
in Io, Mussolini (26 settembre, Spazio Tre Navate) porta in scena
gli aspetti clowneschi della gestualità del duce. Da Fabiana Iacozzilli,
regista e autrice Premio Ubu, tra le voci più originali della scena contemporanea
che con La classe (01 ottobre, Spazio Tre Navate) intreccia
pupazzi e attori in un docu-pappets tra Kantor e Tabori; ad Antonio
Tagliarini, performer, autore e regista che in PAIRADAËZA (03
ottobre, Giardino
dei Cantieri) invita il
pubblico a entrare nel suo paradiso – giardino. Mentre Tino Caspanello,
drammaturgo, regista, attore e scenografo messinese, Premio speciale della
giuria del Premio Riccione Teatro in Non siamo qui (25 settembre,
Spazio Franco) inscena una fuga da un contemporaneo che ogni giorno diventa
più banale e insostenibile.
Il teatro italiano,
cuore pulsante del programma di Mercurio, attraversa anche la nuova generazione
di autori, registi, interpreti e compagnie italiane, cui da sempre il festival
rivolge la sua attenzione.
Tra queste, Kepler 452 con La
Zona Blu (02
ottobre, Spazio Franco), noti per il loro “teatro documentario”, una
drammaturgia ispirata ai diari di bordo, scritta e interpretata da Nicola Borghesi, durante l’esperienza a
bordo della Sea-Watch 5 e accompagnato dalle immagini
documentarie originali di Enrico Baraldi; Kronoteatro e Francesca Sarteanesi
con Un po’ meno fantasma (25 settembre, Spazio Zero in
collaborazione con Aziz), monologo sulla marginalità interpretato da Tommaso
Bianco. Il duo Giacopini/Vacis che ragiona su privilegio e
pregiudizi in Tortellini Ucraini, (11 ottobre, Tavola
Tonda), monologo con degustazione nato
dall'incontro tra Gloria Giacopini e la donna ucraina caregiver di sua nonna. Ludovica
Messina Poerio che esplora invece il complesso universo della
relazione materna e della generatività in Figliasanta (09
ottobre, Spazio Franco) un'opera di teatro-danza con la musica dal
vivo di Sergio Beercock; e l’artista indipendente Amalia Franco,
che in Coro (27 settembre, Spazio Franco), unisce danza,
marionette e parola poetica in un'esperienza visiva e rituale.
Sul fronte
della danza, sono molti gli ospiti internazionali, a cominciare da Nassim
Baddag, danzatore, coreografo, videomaker e direttore artistico francese
che vanta collaborazioni con Sidi Larbi Cherkaoui e Anne Teresa De Keersmaeker,
al festival con l’anteprima
assoluta del suo Too Tired to Sleep (03 ottobre, Spazio
Tre Navate); László Sándig, danzatore e coreografo attivo a Berlino,
interprete in diverse produzioni di Sasha Waltz & Guests, con White
fragility, (09 ottobre, Spazio Franco); Vincent Giampino, coreografo
e performer formatosi tra Italia, Germania e Paesi Bassi con Shau-Stellen (04 ottobre, Haus der Kunst) e il
collettivo DOSS PIREZ delle artiste spagnole Celia e Julia Pírez con Maldita
Niña (26 settembre, Tavola Tonda), che combina voce e azione
performative in un mix di generi tipico del duo.
Ampio
anche il paesaggio musicale del Mercurio Sounds che trova il suo cuore
in due grandi appuntamenti dedicati alla nuova scena musicale italiana: il 26 settembre lo Spazio Open
ospita una line up d'eccezione con Rareș, tra le voci più interessanti
della sua generazione, in tour con Sincero!, il nuovo album che ne
conferma l'originalità artistica e gli sta facendo scalare le classifiche di
gradimento in tutta Italia, affiancato dal cantautore Krano, vincitore
del David di Donatello per la Miglior Canzone Originale con Ti'il, per
il film Le città di pianura di Francesco Sossai, e da Laila Al Habash,
tra le figure più originali del nuovo cantautorato pop contemporaneo. Il 3
ottobre invece, alcune delle esperienze più significative della musica
indipendente italiana: gli Asino,
con il loro inconfondibile punk rock psichedelico, il trio napoletano Psyché,
tra le realtà emergenti più interessanti della nuova scena partenopea tra funk
e sonorità mediterranee, e l'atteso
ritorno dei Fine Before You Came, band di culto che ha profondamente
segnato l'immaginario dell'alternative italiano. Accanto ai protagonisti della
nuova scena, il festival accoglie alcuni tra i più autorevoli interpreti della
musica d'autore: Cesare Basile, tra i più innovativi cantautori italiani
degli ultimi decenni, in concerto con i Terakaft (10 ottobre, Tavola
Tonda); Niccolò Terrasi con il teatro sonoro di Rosa, la voix d'un
peuple (8 ottobre, Spazio Franco); e l'ormai tradizionale Electro Night
di Mercurio (10 ottobre, Spazio Franco), con Manifesto Disappunto,
protagonista della scena club contemporanea italiana.
Tra
gli appuntamenti più attesi anche il Secret Concert, il concerto al
buio diventato uno dei segni distintivi di Mercurio: un'esperienza
costruita sulla fiducia, in cui il pubblico acquista il biglietto senza
conoscere l'identità dell'artista fino all'inizio dell'evento. Accanto a questo
format, il festival inaugura quest'anno il Secret Show, un nuovo
esperimento che estende lo stesso principio al teatro, invitando gli spettatori
a lasciarsi sorprendere e a rimettere al centro la curiosità, anziché il nome
in cartellone.
Non manca nel programma
un’apertura alle nuove generazioni e alle famiglie in collaborazione con Patapum
Festival, con Boxes (04 ottobre, Piccolo Teatro Patafisico), della
compagnia Unterwasser che si muove al confine tra teatro di figura e
arti visive indagando le reciproche
contaminazioni.
Spazio anche all’arte contemporanea
performativa e ai progetti ibridi che spaziano tra diversi generi artistici
come Round (25 e 26 settembre, Bottega Lumpen) walking
performance dell’artista Fabio Giorgi Alberti e DMT- death muerte tod (20, 21, 22, 23 e 24 settembre,
Officine Bellotti) performance
immersiva di Marika Pugliatti in
collaborazione con Gibellina Off - Gibellina Capitale Arte
Contemporanea 2026 e Officine Bellotti che la ospita.

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