BENI CULTURALI: Parco archeologico di Catania e Giubileo Agatino, installazione di Adriana Tomasello a San Francesco Borgia. La "scintilla divina nell'umano"
Dall’ 8 luglio al 18 agosto 2026, in
occasione del Giubileo Agatino - che celebra il IX centenario della
traslazione delle reliquie di Sant’Agata da Costantinopoli a Catania (1126) -
il Parco Archeologico e Paesaggistico di Catania e della Valle dell'Aci,
diretto da Giuseppe D'Urso, rende omaggio alla patrona della città con
l'installazione artistica site-specific "Sublime sostanza dell'umano",
a cura di Adriana Tomasello. L’opera è allestita in due spazi della
chiesa gesuita di San Francesco Borgia, in via Crociferi: la sacrestia, con
l’affresco che raffigura le sante Agata e Lucia, e la scala in pietra che
collega la chiesa al collegio dei gesuiti, presidiata dalla statua di San Luigi
Gonzaga.
Il progetto espositivo sarà inaugurato e
presentato alla città mercoledì 8 luglio, ore 18.00, ingresso libero. Interverranno il direttore d’Urso, gli
storici dell’arte Gaetano Bongiovanni e Mario Lipari, la teologa Dolores
Doria e la scrittrice Chiara Longo. Le conclusioni sono affidate a Monsignor
Antonino La Manna, vicario episcopale per la Cultura dell’Arcidiocesi di
Catania.
“Un progetto – spiega il direttore del Parco
archeologico di Catania, Giuseppe D’Urso – che attraverso il linguaggio
dell’arte contemporanea valorizza gli spazi monumentali, trasformandoli in
luoghi di riflessione e partecipazione tra memoria e presente. Un contributo
del Parco archeologico di Catania alle celebrazioni del Giubileo Agatino 2026
che giova a promuovere e vivificare il patrimonio identitario della nostra
comunità”.
Visite dal martedì alla domenica, orari
9.00-13.30 e 14.30-19. L’ingresso è invariato: 4 euro (ridotto 2 euro).
Biglietteria unica al botteghino del Teatro Antico (via Vittorio Emanuele 266).
Online https://www.ticketzeta.com/biglietti-parchiarcheologici-regione-sicilia/.
L’INSTALLAZIONE
L’installazione “Sublime sostanza
dell’umano” di Adriana Tomasello prende spunto dall’affresco della volta
della sacrestia che raffigura l'incontro tra Santa Lucia e Sant'Agata, opera
attribuita al pittore Francesco Sozzi (Palermo 1732-1795).
Nella scena, Lucia – patrona della città di
Siracusa - chiede ad Agata di ottenere la guarigione della madre malata e la
martire catanese risponde: “Perché chiedi a me ciò che tu puoi fare?". Un
messaggio di straordinaria attualità e speranza: ogni essere umano custodisce
dentro di sé una scintilla divina, capace di trasformare la fede in forza
salvifica.
Da questa riflessione prende forma il
percorso artistico di Adriana Tomasello, che interpreta il passaggio dall'umano
al divino attraverso il linguaggio simbolico. L'installazione include alcuni
libri collocati sugli antichi mobili della sacrestia, realizzati da maestri
intagliatori del Settecento, con un implicito riferimento alla conoscenza e
allo studio, assiduamente praticati dai religiosi della Compagnia di Gesù.
Il progetto di Tomasello include poi "Inferno
cerca paradiso", allestito nella scala interna che collega la chiesa
all'antico collegio dei Gesuiti, dominata dalla statua di San Luigi Gonzaga,
patrono della gioventù studiosa. Un luogo simbolico, percorso un tempo dai
novizi durante il loro cammino di formazione spirituale e intellettuale.
Qui, esili strutture lignee sorreggono
delicati copricapi in origami che sembrano salire verso la luce per poi
ridiscendere carichi di conoscenza: metafora di un sapere che trova il proprio
senso soltanto quando diventa servizio all'umanità. Sui gradini, fogli bianchi
privi di qualsiasi segno invitano il visitatore a immaginare un futuro ancora
tutto da scrivere, libero da pregiudizi e schemi precostituiti.
Una riflessione sul valore della fede e sulla
responsabilità degli individui: la santità – si deduce - non appartiene a
esseri eccezionali, ma è una possibilità insita nella natura di ogni persona,
chiamata a trasformare l'impossibile in possibile.
Nata a Biancavilla nel 1964 e diplomata in
Scultura all'Accademia di Belle Arti di Catania, Adriana Tomasello conduce da
anni una ricerca artistica fondata sul recupero di materiali e sulla
rigenerazione dei luoghi attraverso opere partecipative.
Lo sottolinea la scrittrice e grecista Giusi
Norcia: “Adriana Tomasello è un'artista-tessitrice. Lungo il filo dei suoi
pensieri e attraverso il lavoro delle sue mani prendono forma opere capaci di
tracciare percorsi di bellezza, senza temere le ferite ma allargando lo sguardo
alla ricerca di una libertà più profonda. Ne emergono rivelazioni e
interconnessioni preziose, connaturate alla vita eppure spesso dimenticate, che
le sue opere ci invitano a riportare al cuore”.
NOTA INFORMATIVA STORICO ARTISTICA
L’affresco della sacrestia di San Francesco Borgia
“Santa Lucia prega Sant’Agata per la salute
della madre” (opera attribuita al pittore palermitano Francesco Sozzi,
1732-1795) *
L’affresco si trova al centro della volta della sacrestia ed è
reso più prezioso da una fastosa cornice barocca realizzata a stucco dal
decoratore Giuseppe Serpotta. Racconta l’episodio del pellegrinaggio di Santa
Lucia, martire siracusana, che insieme alla madre Eutichia si reca al sepolcro
di Agata.
A spiegare il senso della scena è la risposta di sant’Agata
evocata dalla scritta “Quid a me petis /quod ipsa /poteri praestari”,
ovvero: “Perché chiedi a me ciò che tu stessa puoi fare?”. L’invito di Agata a
Lucia a risanare la madre, nel comune amore verso Cristo. L’affresco appare
riconducibile al pittore palermitano Francesco Sozzi e alla sua bottega per
affinità stilistiche con alcune opere della chiesa e del refettorio dell’ex
convento di San Francesco d’Assisi.
[*fonte: Luisa Paladino da “I tesori
ritrovati”, ©2017 Regione Siciliana]

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