La band siciliana Zurara vince il premio Miglior Cover alla quarantesima edizione di Arezzo Wave con una rilettura de “Il vino” di Piero Ciampi
ZURARA

La band siciliana
vince il premio Miglior Cover alla quarantesima edizione di Arezzo Wave
Una rilettura
de “Il vino” di Piero Ciampi che guarda alla precarietà
dell’esistenza nei territori palestinesi
La
band siciliana ZURARA conquista il premio Miglior
Cover alla quarantesima edizione di Arezzo Wave, con una reinterpretazione
de “Il vino” di Piero Ciampi. Il riconoscimento
è arrivato nella finale nazionale di Arezzo Wave Love Contest &
Festival 2026, che ha riunito proposte musicali provenienti da tutta
Italia. La band ha scelto di rileggere il brano mettendo in relazione la
fragilità dell’uomo raccontato da Ciampi con la precarietà dell’esistenza umana
nei territori palestinesi.
«L’esibizione
consisteva in otto minuti di performance in cui si dovevano portare almeno un
inedito e una cover – raccontano gli ZURARA –. Noi abbiamo deciso di
portare “Il vino” di Piero Ciampi, reinterpretandola: abbiamo scelto
proprio Ciampi perché è un cantautore che si è sempre distinto per la sua
scrittura diretta e tagliente. In questo senso abbiamo voluto reinterpretare il
brano facendo un parallelismo tra la precarietà dell’esistenza di un uomo in
preda ai vizi raccontata ne “Il vino” e la precarietà dell’esistenza umana nei
territori palestinesi».
Dopo
il riconoscimento nazionale, gli ZURARA intendono utilizzare il premio ottenuto
nella selezione regionale di Arezzo Wave, che prevede la
registrazione di due brani in uno studio di Catania, per incidere proprio
questa cover, accompagnandola con un videoclip.
Nati
nel 2024 nella provincia di Palermo, gli Zurara sono
formati da Antonino Sileci (voce e chitarra ritmica), Sergio
Sannasardo (chitarre soliste), Carmelo Bellini (basso), Giusto
Correnti (batteria) e Salvatore Di Giunta (sintetizzatori
e cori). Il progetto prende forma dall'incontro delle diverse sensibilità
musicali dei cinque componenti, che contribuiscono collettivamente alla
costruzione di un linguaggio sonoro personale e in continua evoluzione. La
scrittura nasce dalle prime intuizioni compositive di Sileci e si sviluppa
attraverso un processo condiviso in sala prove e in studio, dove distorsioni
controllate, stratificazioni sonore ed elementi elettronici contribuiscono
a definire un'identità riconoscibile. Il risultato è un sound denso,
materico e immersivo, orientato a una ricerca espressiva che indaga
tensioni, fragilità e percezioni del contemporaneo. Dopo il debutto con Lichen
(ASCOLTA QUI), la band ha
pubblicato POSTLUCE (ASCOLTA QUI), primo progetto
discografico che sintetizza la propria visione artistica attraverso un
equilibrio tra scrittura, sperimentazione sonora ed elementi
elettronici. Tra i riferimenti dichiarati figurano Verdena, Marlene
Kuntz, Afterhours, CCCP, Nirvana, Queens of the Stone Age e The Black Angels,
influenze che convivono all'interno di una proposta personale capace di
coniugare l'urgenza del rock alternativo con una costante tensione verso la
sperimentazione contemporanea.
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