CAMERA FUNKY, la nuova frontiera elettrica di IVAN VALENTINI




C’è un percorso lungo oltre trent’anni dietro “Camera Funky”, il nuovo lavoro di Ivan Valentini in uscita il 5 giugno 2026 per Cose Sonore. Un viaggio musicale costruito tra black music, rock e musica contemporanea, linguaggi che nel tempo hanno definito uno stile personale e in continua evoluzione.

 

Link ai materiali stampa (NON DIVULGABILE):

https://www.almanmusic.com/report/UlhwWllXaFNOMVV5YWtJNE5XeHBOVXR4V0hoSVVUMDk

 

Con questa new release, il modenese VALENTINI spinge la propria ricerca verso sonorità più fisiche ed elettriche, scegliendo il funk come motore centrale del progetto senza rinunciare alla complessità compositiva che caratterizza da sempre la sua scrittura. CAMERA FUNKY è un album che vive di contrasti e contaminazioni: groove robusti, riff ossessivi, polimetrie, tempi dispari, strutture articolate, profili melodici spigolosi e persino incursioni nella dodecafonia convivono in un equilibrio sorprendente tra energia istintiva e rigore architettonico.

 

«Da sempre cerco di attraversare mondi musicali differenti senza fermarmi in un solo territorio», racconta l’artista. «Ed è proprio questa tensione alla contaminazione a guidare Camera Funky, disco che unisce groove, sperimentazione e una forte identità sonora».

 

Per molti aspetti il disco raccoglie l’eredità di “Rust & Blue”, pubblicato circa dieci anni fa, proseguendone idealmente il percorso estetico. Non a caso IVAN VALENTINI sceglie ancora una volta il basso elettrico al posto del contrabbasso, alla ricerca di un suono più materico e incisivo. Accanto a lui una formazione affiatata e ricca di personalità: il chitarrista Luca Perciballi e il bassista Alessio Bruno, collaboratori storici del sassofonista, insieme al trombettista Matteo Pontegavelli e al batterista Nelide Bandello, presenze più recenti ma perfettamente integrate nella visione sonora del progetto.

 

Track by track

 

“Fu-Gu” apre il disco con un riff di basso magnetico e una costruzione ritmica giocata sugli spostamenti d’accento. La seconda sezione rallenta il movimento e crea un contrasto più statico, prima di lasciare spazio a un’improvvisazione simultanea di sax e tromba in pieno interplay.

 

Con “Rabbit in a bag” l’atmosfera si fa più ruvida: una base rock pesante sostiene linee dei fiati essenziali, costruite attraverso l’interpolazione di due scale esatonali.

 

“Overload” è uno dei vertici sperimentali dell’album: una struttura polimetrica ospita linee intricate e sovrapposte, tra scale quadrifoniche e giochi intervallari che sfociano in un’improvvisazione collettiva libera e in un deciso cambio di atmosfera.

 

In “Acque dense” emergono riff poderosi di matrice rock, mentre la melodia si sviluppa cromaticamente intorno a intervalli di terza minore e quarta giusta.

 

“Charnold”, il brano più esplicitamente jazz-oriented del lavoro, prende forma a partire da una serie dodecafonica utilizzata come riferimento melodico e improvvisativo in maniera libera e personale.

 

Più diretto e frontale è “Bishop’s move”, costruito su un riff di basso massiccio che dialoga con figure dei fiati in una struttura compatta e dinamica.

 

Con “Orbit ten” viene esplorata una polimetria “orizzontale” che attraversa sei differenti metri ritmici, tenuti insieme dal basso elettrico come punto d’ancoraggio.

 

Chiude il disco “Soul pain, soul gain”, una parentesi intensa e immediata. “Semplicemente soul”, come la definisce lo stesso autore, e dichiarato omaggio alla grande tradizione della black music.

 

Registrato, mixato e masterizzato presso il Fieno Recording Studio di Modena da Michele Bonifati e Matteo Pontegavelli, CAMERA FUNKY conferma IVAN VALENTINI come una delle voci più originali della scena contemporanea italiana. Un musicista capace di coniugare scrittura sofisticata, libertà improvvisativa e potenza espressiva in un linguaggio personale, vivo e in continua trasformazione.

 

 

 

 

Line-up

Ivan Valentini - sax alto e soprano

Matteo Pontegavelli - tromba

Luca Perciballi - chitarra elettrica

Alessio Bruno - basso elettrico

Nelide Bandello - batteria

 

Tutte le composizioni sono firmate da Ivan Valentini.

 

 

Biografia

 

Ivan Valentini è compositore e saxofonista modenese tra le voci più originali della scena italiana della musica improvvisata. La sua ricerca attraversa jazz, sperimentazione e dialogo con poesia, danza e arti visive, costruendo un linguaggio personale e in continua evoluzione.

Ha firmato album di composizioni originali come “Paz”, “Senza famiglia”, “Slanting”, “Il teatro impossibile”, “Light and Darkness”, “Rust & Blue”, “Dripping Sound” e “Camera Funky”.

Con il chitarrista Luca Perciballi ha dato vita al progetto The Black Box Theory, dedicato alla libera improvvisazione, da cui sono nati gli album “The Black Box Theory”, “Room Music” e “Un Lieu”. Centrale anche il lavoro sul rapporto tra musica e poesia, documentato nei dischi “La casa azzurra”, “Viaggi”, “I giorni assenti” e “Fumàna”.

Nel corso della carriera ha intrattenuto collaborazioni durature con musicisti come Franco D’Andrea, Michele Francesconi, Roberto Dani, Giancarlo Bianchetti, Achille Succi, Paolo Botti, Simone Guiducci, coi gruppi Orchestra Spaziale e Cantodiscanto, la danzatrice Teri Weikel, lo scrittore Alberto Bertoni. Tra le collaborazioni più significative anche quelle con Henry Threadgill, Mathias Ruegg, Bruno Tommaso, Steve Bernstein e Antonello Salis.

Oggi guida un proprio quintetto e co-dirige con il pianista Andrea Cappi il quartetto Blankrooms, con cui ha pubblicato l’album “Look at something closely”.

 


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